ASL Taranto e Comitato 16 Novembre: accordo per assistenza a pazienti neurodegenerativi
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La ASL Taranto ha siglato un'importante convenzione con l’Associazione Comitato 16 Novembre per migliorare l’accoglienza e l’orientamento ai servizi sanitari dedicati ai pazienti affetti da SLA, SMA e altre patologie neurodegenerative altamente invalidanti. L'accordo è stato firmato nella mattinata di giovedì 27 febbraio presso la Direzione Generale dell'azienda sanitaria, alla presenza del Direttore Generale Vito Gregorio Colacicco, della presidente del Comitato, Mariangela Lamanna, e del dottor Oliviero Capparella, responsabile del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa (DART).
Grazie a questa collaborazione, l’associazione continuerà a operare all’interno della sede del DART, in Viale Magna Grecia 418 a Taranto, avendo a disposizione uno spazio dedicato in giorni e orari prefissati. Lo sportello informativo offrirà accoglienza, supporto e orientamento ai pazienti e alle loro famiglie, facilitando l’accesso ai servizi sanitari aziendali e distrettuali.
L'iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di un modello di assistenza sempre più vicino alle esigenze della comunità. Oltre alla convenzione, la collaborazione tra ASL Taranto e Comitato 16 Novembre prevede un monitoraggio costante delle necessità dei pazienti con patologie neurodegenerative, al fine di garantire un miglioramento continuo della qualità dell’assistenza.
«Questa Convenzione conferma l’attenzione della sanità tarantina verso i pazienti affetti da patologie neurodegenerative, ponendo al centro del proprio operato il diritto alla salute e la qualità dei servizi offerti – ha dichiarato il direttore generale Colacicco –. È un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e associazioni possa tradursi in un reale miglioramento delle condizioni di vita delle persone più fragili, garantendo loro un supporto più efficace e un accesso più agevole alle cure e ai servizi di cui necessitano».
L’accordo rappresenta quindi un passo significativo nella costruzione di un sistema sanitario più inclusivo ed efficiente, capace di rispondere con maggiore tempestività e attenzione ai bisogni dei pazienti più vulnerabili.