di Maria Pastorelli

L’amore è il più grande motore delle vicende umane, ma anche il più birichino e potente, il più costoso in termini di energia da liberare all’esterno dal proprio animo e dal proprio corpo. Un mondo surreale, non codificato, fatto di improvvisazioni e imprevedibili ritorni, incontri, azioni è quello messo in scena dalla Compagnia Teatrale Angelo Caracciolo con quella Piccola pazza cosa chiamata amore, nella cornice del Festival del Teatro amatoriale Tarantino in lingua “Premio città di Taranto” organizzato dalla Compagnia teatrale di Lino Conte ormai con esperienza conclamata e un curriculum in fatto organizzativo e artistico d’eccellenza.
Chi ha partecipato attivamente occupando  l’intera sala del Fusco sa che non ha smesso mai di ridere o stupirsi, godendosi e degustando lo spettacolo fino all’ultima briciola e sorso, assistendo a una esilarante commedia sentimentale dai toni originali e sensazionalistici. In “Quella piccola pazza cosa chiamata amore”ognuno è innamorato di un altro o di un’altra e nessuno riesce a togliersi di mente i ricordi e l’attaccamento morboso e passionale verso la persona venerata e oggetto del desiderio nonostante sia passato veramente tanto tanto tempo. 
Tutti sono sotto scacco, sono come guidati da una autentica ossessione d’amore che li spinge a dire sì ai più folli sotterfugi, ad ingegnarsi spesso con stratagemmi bizzarri, ridicoli, ancor più imbarazzanti per il tentativo di conquistare o riconquistare la persona amata, senza avere all’apparenza alcuna speranza di riuscirci. Ed è così che Luigi, Angelo Caracciolo diventa Lulù per essere simpatico e attraente agli occhi di Ferdinando ( Lino Ciccarelli), omosessuale, amante dell’arte e dello spettacolo, in attesa da 27 anni che il suo amore torni da lui per renderlo finalmente felice. Ferdinando ospita Lulù con gioia perché vorrebbe nel frattempo intrattenersi con gaiezza con quest’ultimo, il quale sta lì solo allo scopo di riconquistare la sua bellissima Elena, (Fabiana Boccuni), la quale vive dirimpetto. 

Quella piccola pazza cosa chiamata Amore - Foto di Flavio Franco

Foto di Flavio Franco

Ferdinando piano piano inizia a nutrire sentimenti di interesse amoroso nei confronti di Lulù il quale per scappare dalle avances sempre più insistenti del padrone di casa si dichiara innamorato di Mario (Angelo Rossi: che avrà presto anch’esso il nomignolo di Mary) che però si innamora follemente di Ilaria, (Grazia Vozza) non appena la vede e lei gli dà un simpatico, forse ingenuo, bacio a stampo sulla bocca (scene su scene tutte da ridere! ). Ilaria però non riesce a dimenticare Vittorio (Massimo Cardellicchio) che nel frattempo ha sottratto Elena all’innamoratissimo Luigi, il quale è rammaricato solo per non aver detto subito sì alla proposta di nozze avanzata da Elena.

Quella piccola pazza cosa chiamata Amore - Foto di Flavio Franco
Quella piccola pazza cosa chiamata Amore - Foto di Flavio Franco

Foto di Flavio Franco

Due case dalle quali si entra e esce senza sosta abitando in modi autentici, togli fiato e divertentissimi le stanze e una finestra che diventa un grande binocolo per chi vi si affaccia e riflette finendo col guardare dritto dritto negli occhi e in profondità “Quella piccola pazza cosa chiamata amore”, che ci fa fermare e battere al contempo il cuore all’infinito. Tanta verve sia dalla penna dell’autore, Danilo De Santis, che da parte del Regista Tarantino Angelo Caracciolo, anch’esso in scena completamente calato nell’esagitato instancabile, e sfacciato personaggio di Lulù. In scena con Angelo Caracciolo si alternano sulla scena e nell’arte recitativa Lino Ciccarelli, Angelo Rossi, Grazia Vozza, Massimo Cardellicchio e Fabiana Boccuni, con imponenza recitativa molto vicina al professionismo. A esaltare la bellezza di questo spettacolo le musiche dei Queen e il mitico Freddie Mercury, le scelte dei vestiti e degli accessori della costumista Mina Isernia, l’aiuto tecnico-audio di Irma Presta e le scenografie sapientemente realizzate da SKENÉ SERVICE. Degne di nota le grafiche coloratissime di Erika Caracciolo e Fabiana Boccuni.

 

Foto di Flavio Franco

Quella piccola pazza cosa chiamata amore - Foto di Flavio Franco