Bongiovanni e Zelatore: “Sostegno a sport tarantino subito, non dopo 2026”

L’idea di istituire una Polisportiva per sostenere lo sport tarantino, proposta dal Commissario dei Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese, è senza dubbio interessante. Tuttavia, secondo Tonio Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore, il problema non è la visione, ma la tempistica: attendere fino al post Giochi del Mediterraneo (agosto 2026) sarebbe un errore che potrebbe compromettere irrimediabilmente il futuro dello sport tarantino.
“La crisi dello sport tarantino è evidente da anni, a causa della precarietà economica e sociale del territorio - affermano Bongiovanni e Zelatore -. Se si vuole davvero imprimere un cambio di passo, il sostegno deve arrivare adesso, non dopo i Giochi”.
Il problema, secondo i due firmatari, non è solo legato alle difficoltà finanziarie delle società sportive, ma anche alla mancanza di una programmazione strutturale che permetta di rendere Taranto una città realmente competitiva nel panorama sportivo nazionale e internazionale.
“Posticipare di altri due anni gli interventi necessari significa ignorare la realtà dei fatti - proseguono -. Lo sport non può essere considerato solo un elemento di contorno dei Giochi del Mediterraneo, ma deve essere una priorità per lo sviluppo della città. Aspettare fino al 2026 potrebbe voler dire perdere ulteriormente terreno rispetto alle grandi realtà del Nord Italia e dell’Europa”.
Il rischio, spiegano Bongiovanni e Zelatore, è che molte società possano chiudere, spostarsi altrove o semplicemente perdere la motivazione ad andare avanti. “Se si continua a posticipare, le nuove strutture rischiano di diventare cattedrali nel deserto: avremo impianti all’avanguardia, ma senza squadre e atleti che possano utilizzarli. Questo scenario sarebbe inaccettabile per una città come Taranto, che ha una tradizione sportiva importante e merita un sostegno concreto, oggi più che mai”.
E il quadro attuale non lascia spazio a ottimismo: molte squadre non hanno strutture adeguate per allenarsi, alcune hanno dovuto abbandonare i campionati, altre si trovano costrette a chiedere aiuto a imprenditori privati per poter continuare a esistere.
“Se non si interviene subito, la vetrina internazionale dei Giochi durerà venti giorni, ma al termine dell’evento il movimento sportivo locale potrebbe essere irrimediabilmente compromesso. Bisogna agire ora, coinvolgendo tutte le realtà sportive, gli imprenditori e le istituzioni in un progetto condiviso, in grado di garantire un futuro solido per lo sport tarantino”.
“Se non ora, quando?”, concludono Bongiovanni e Zelatore rilanciando l’appello a un intervento immediato per evitare che lo sport tarantino scompaia definitivamente.