Scalera: “Serve potenziare il servizio di farmacogenetica all’ospedale San Marco”
Il consigliere regionale denuncia le difficoltà della biologa Cafiero e chiede l’intervento della Regione

“Il servizio di farmacogenetica e biopsia liquida dell’ospedale San Marco di Grottaglie deve essere salvaguardato e potenziato”, è l’appello lanciato dal consigliere regionale Antonio Paolo Scalera del gruppo La Puglia domani, che ha depositato un’interrogazione urgente all’assessore regionale alla Sanità per sollecitare un intervento della Direzione Strategica della ASL Taranto.
La richiesta segue una visita dello stesso Scalera avvenuta il 28 febbraio presso il presidio ospedaliero, dove ha incontrato Concetta Cafiero, dirigente biologa genetista attualmente unica risorsa operativa del laboratorio. Il 4 marzo Scalera ha formalizzato un’istanza di audizione urgente alla III Commissione consiliare per affrontare le criticità del servizio, attivo dal 1° settembre 2024 all’interno del laboratorio di genetica di Grottaglie, afferente al Dipartimento di Oncoematologia.
“Le difficoltà operative, l’assenza di tecnici e l’isolamento in cui la professionista si trova a operare stanno compromettendo il futuro del servizio, che rischia lo smantellamento e il trasferimento delle attività verso altri centri della Regione”, ha spiegato Scalera.
Il consigliere ha inoltre sottolineato come le condizioni di lavoro stiano determinando una situazione di forte demoralizzazione per la dottoressa Cafiero, la quale si trova a svolgere mansioni anche non previste per il suo ruolo, senza alcun supporto tecnico, e senza la possibilità di assentarsi o dedicarsi ad attività di aggiornamento e formazione.
Scalera ha evidenziato l’importanza strategica del servizio in vista dell’apertura del nuovo Ospedale San Cataldo, dove “in una visione policlinica, competenze ed esperienza della dottoressa Cafiero dovrebbero essere valorizzate al massimo”.
La biologa, dal curriculum scientifico di alto profilo, è titolare di alcuni brevetti in ambito molecolare, tra cui la “Piattaforma Multipanel per farmaci antiblastici”, sviluppata con la stessa ASL Taranto e oggetto di pubblicazione sulla rivista GENES. Il sistema, secondo Scalera, “consente di prevedere con grande accuratezza la risposta del paziente alla chemioterapia prima dell’inizio del trattamento, rappresentando un significativo avanzamento nell’oncologia di precisione”.
“Taranto potrebbe diventare il primo centro in Italia a proporre stabilmente questo test innovativo sul territorio”, ha concluso Scalera, chiedendo alla Regione un intervento tempestivo per non perdere un servizio che può rappresentare un’eccellenza nazionale nel campo della medicina personalizzata.