TCT Taranto Terminal Container (foto Todaro/AntennaSud)
TCT Taranto Terminal Container (foto Todaro/AntennaSud)

Per gli oltre 300 lavoratori ex TCT di Taranto, arriva una svolta attesa da dieci anni. È stato approvato dalla Regione Puglia il protocollo d’intesa con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, un piano da 15 milioni di euro destinato alla riqualificazione professionale e al rilancio occupazionale nell’area portuale.

Il documento è stato condiviso insieme al comitato SEPAC, ARPAL, Autorità di Gestione Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale di Taranto, dipartimento formazione della Regione Puglia e le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL.

"Si tratta di un vero e proprio intervento di riqualificazione professionale, per un investimento che si aggira attorno ai 15 milioni di euro" – ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della CGIL Taranto, presente alla riunione del Comitato di Pilotaggio insieme a Francesco Zotti (segretario FILT CGIL Jonica) e Michele De Ponzio (componente di segreteria con delega al porto).

"È un processo che auspicavamo da tempo" – aggiungono i sindacalisti – "con la presa in carico di ARPAL, oggi si apre uno scenario di prospettiva capace di rendere attrattivo il porto di Taranto per nuovi investimenti e attività".

I percorsi di formazione, gestiti dall’ARPAL Puglia, avranno una durata compresa tra 300 e 630 ore, includeranno stage aziendali e si concluderanno con certificazioni riconosciute a livello europeo, favorendo così il reinserimento lavorativo e nuove opportunità per i lavoratori.

"Il prossimo step potrebbe essere – auspicano i rappresentanti della CGIL – il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la designazione del molo polisettoriale del Porto di Taranto come hub strategico per l’eolico offshore".