Leonardo Grottaglie (foto Massimo Todaro/AntennaSud)
Leonardo Grottaglie (foto Massimo Todaro/AntennaSud)

Nella giornata di ieri, la RSU di Leonardo Grottaglie ha incontrato l’amministratore delegato Roberto Cingolani e i vertici della Divisione Aerostrutture. L’incontro è avvenuto dopo la visita di alcuni rappresentanti del Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano dell'Arabia Saudita, che potrebbe diventare un futuro partner industriale e finanziario della divisione.

Questa visita si inserisce nel più ampio quadro del Memorandum d’Intesa tra il Governo Italiano e l’Arabia Saudita, finalizzato a esplorare possibili collaborazioni industriali nel settore aeronautico.

Durante il confronto, Cingolani ha ribadito quanto già emerso dalla stampa nelle scorse settimane: la necessità di individuare un partner per rilanciare la Divisione Aerostrutture. L’AD ha inoltre annunciato che l’11 marzo, in occasione della presentazione del piano industriale, verranno forniti dettagli più chiari sulle eventuali collaborazioni e sulle possibili ricadute per il settore.

Le preoccupazioni dei sindacati

Le organizzazioni sindacali FIOM e UILM hanno espresso forte preoccupazione per il futuro della divisione, sottolineando la necessità di garantirne la permanenza all’interno della One Company. Secondo i sindacati, la diversificazione della produzione dovrebbe concentrarsi su programmi aeronautici solidi, evitando operazioni che possano ridurre il valore del know-how acquisito nel corso degli anni e indebolire il settore aeronautico nazionale.

In particolare, le sigle sindacali hanno criticato la gestione passata dello stabilimento di Grottaglie, definendola priva di una visione strategica e responsabile dell’attuale crisi del sito produttivo.

Appello alle istituzioni

Essendo Leonardo S.p.A. una società a partecipazione statale, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto che qualsiasi operazione con fondi governativi stranieri venga discussa approfonditamente con le Parti Sociali e nei tavoli ministeriali competenti. Inoltre, hanno sollecitato il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali per evitare il rischio di una graduale dismissione di un asset strategico per il Paese.

FIOM e UILM hanno infine ribadito la loro opposizione a operazioni di carattere meramente finanziario che potrebbero mettere a rischio il futuro di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto dello stabilimento di Grottaglie, aggravando ulteriormente la situazione industriale del Mezzogiorno d’Italia.