Kyma Mobilità (foto Todaro/AntennaSud)
Kyma Mobilità (foto Todaro/AntennaSud)

L’Organizzazione Sindacale Sinai di Kyma Mobilità – Taranto, attraverso i propri rappresentanti Francesco Albanese (segretario provinciale), Giuseppe Cavallo (segretario aziendale) e Benedetto Antonucci (delegato aziendale), ha sollevato forti critiche nei confronti dei criteri adottati dall’azienda per l’assegnazione dei parcheggi interni riservati ai dipendenti.

Secondo quanto denunciato dalla sigla sindacale, l’Ordine di Servizio n.36 del 31 marzo 2025, reso pubblico ai dipendenti, stabilisce che i parcheggi nel piazzale aziendale siano riservati prioritariamente alla dirigenza e a coloro con un determinato parametro aziendale.

“Questa regolamentazione esclude inspiegabilmente alcune categorie di lavoratori che possono essere considerate fragili, come il personale femminile amministrativo e i dipendenti in possesso di autorizzazione sanitaria rilasciata dal medico competente”, si legge nella nota del sindacato.

Il documento sottolinea come questi dipendenti abbiano esigenze certificate e che, in passato, l’accesso ai parcheggi fosse consentito in virtù di motivi legati anche alla sicurezza, considerando l’orario di lavoro e le condizioni della zona. “Tali esclusioni sono discriminatorie e potrebbero dare luogo a contenziosi legali”, avvertono i dirigenti sindacali.

Particolarmente critico il riferimento all’uso del parametro aziendale come criterio di assegnazione: “Non comprendiamo come un parametro utilizzato per differenziare mansioni o scatti economici venga impiegato per determinare chi possa parcheggiare all’interno della sede aziendale”.

Alla luce di tali considerazioni, l’O.S. Sinai chiede formalmente l’annullamento dell’Ordine di Servizio n.36 e propone l’apertura di un tavolo di confronto con la Direzione Generale, firmataria del provvedimento, per rivedere i criteri e garantire equità di trattamento a tutti i lavoratori.